Nella stagione 2026, gli evocativi dipinti a olio di Massimiliano Luchetti, percorsi da raffinati echi turneriani e da impalpabili visioni marinaresche, entrano in dialogo con le sculture marmoree, le grafiche surreali e le ricerche concettuali di Maximo Pellegrinetti, opere dal profondo respiro esistenziale e ideologico, tra cui una rossa cabina destinata esclusivamente alle telefonate d’amore.
A completare il percorso, le sculture di Libero Maggini che, attraverso materiali differenti, indagano con intensità poetica l’infanzia, le maschere dell’umano e figure animali antropomorfizzate, sospese tra fiaba e intimità domestica.
Maximo Pellegrinetti nasce a Viareggio nel 1960. Nel 1982 si diploma in scultura presso l’Accademia di Belle Arti di Carrara. Attualmente è docente di “Tecnologia ed uso del marmo,delle pietre e delle pietre dure” e Direttore del dipartimento di Scultura presso l’ Accademia di Belle Arti di Brera ( Milano).
Maximo Pellegrinetti, ha esposto in numerose mostre in Italia e all’estero, i suoi lavori si trovano in collezioni private e pubbliche in Italia, Francia, Germania, Belgio, Cina, Corea, Giappone, India e U.S.A .
La sua opera, sempre attenta al dibattito dell’arte contemporanea,è caratterizzata da un forte spirito di ricerca orientato verso materiali e soluzioni stilistiche polivalenti. In Massimo Pellegrinetti, l’operazione creativa, rimanda a sensazioni e umori cangianti, ora distaccati e ironici, ora di vibrante partecipazione, ora connotati in senso simbolistico.
Nato a Viareggio nel 1970 in una famiglia d'arte – da padre scultore e madre ceramista – Libero Maggini è un artista e scultore cresciuto nel vivace stimolo creativo della Versilia. Dopo aver frequentato il Liceo Artistico di Lucca, ha completato la sua formazione all'Accademia di Belle Arti di Carrara, esordendo nel mondo professionale al fianco del padre nella realizzazione delle scenografie per il Festival Pucciniano.
La sua cifra stilistica si fonda su una totale libertà creativa che, partendo dal disegno, lo porta a modellare e sperimentare con diversi tipi di materia. Il suo legame con il territorio si esprime sia attraverso la collaborazione con i grandi laboratori di Pietrasanta, sia attraverso la sua opera pubblica permanente più celebre, "Maggio": un gruppo di cinque sculture giocose in bronzo che la Fondazione Carnevale di Viareggio gli ha commissionato nel 2008, oggi installate suggestivamente sugli scogli del porto cittadino.
Grazie a questo connubio tra tradizione artigianale e ricerca personale, Maggini ha esposto le sue creazioni anche in prestigiosi spazi espositivi.