Nella stagione 2026, gli evocativi dipinti a olio di Massimiliano Luchetti, percorsi da raffinati echi turneriani e da impalpabili visioni marinaresche, entrano in dialogo con le sculture marmoree, le grafiche surreali e le ricerche concettuali di Maximo Pellegrinetti, opere dal profondo respiro esistenziale e ideologico, tra cui una rossa cabina destinata esclusivamente alle telefonate d’amore.
A completare il percorso, le sculture di Libero Maggini che, attraverso materiali differenti, indagano con intensità poetica l’infanzia, le maschere dell’umano e figure animali antropomorfizzate, sospese tra fiaba e intimità domestica.